Il Seceda e l'invasione degli Instagrammers
Il Seceda è di nuovo sulle prime pagine dei giornali, e stavolta non per la sua bellezza mozzafiato. Un video che sta facendo il giro dei social mostra una coda infinita di turisti alla stazione intermedia della funivia che da Ortisei porta in quota. Guardando quelle immagini, non riesco a trattenere un moto di disgusto per quella fila di persone pronte a tutto pur di scattare LA foto, quella che ha reso famoso questo posto su Instagram e TikTok.
Mi dispiace, ma non riesco proprio a giustificare nessuno di quelli che quel giorno si è sobbarcato quella fila vergognosa. Ognuno di loro contribuisce al degrado di luoghi che dovrebbero essere santuari naturali, non set fotografici en plein air.
Certo, magari qualcuno si è trovato lì pensando a una normale attesa estiva. Ma una volta vista quella processione umana, perché non voltare le spalle e andarsene? Mica è l'unico posto al mondo da cui si vedono le Odle! Da quella stazione, se uno ha ancora un briciolo di dignità e vuole bene a se stesso, può benissimo salire al Seceda a piedi, come facemmo io (quasi sessantenne) e mia moglie proprio il 19 luglio di quattro anni fa salendo dalla stazione intermedia alla Sella Cuca, porta di accesso al Seceda, da cui si apre una vista mozzafiato su quei prati quasi innaturali e le montagne che li circondano. O meglio ancora, puntare verso l'incantevole rifugio Brogles, che offre una vista delle Odle decisamente più autentica di quella che avranno trovato quei turisti da selfie.







Per salire alla Sella Cuca sono 450 metri di dislivello, l'ho fatto io senza allenamento alla mia età. E chi non se la sente? Nessun problema: può godersi la bellezza di queste montagne prendendo il primo sentiero che capita, senza necessariamente arrivare al "posto instagrammabile".
Hanno rovinato le mie amate montagne. Ormai di certi luoghi posso solo conservare i ricordi: il lago di Braies, le Tre Cime, il lago di Carezza con la passerella per i selfie, e ora anche la vista della cresta delle Odle dal Seceda, luoghi ridotti a un'attrazione da luna park.
Io quella vista me la ricordo benissimo. Durante il primo trekking con gli amici, lungo l'Alta via numero 2, partimmo la mattina presto dal rifugio Brogles e salimmo alla Forcella Pana lungo un sentiero attrezzato (ora non più percorribile), sbucando proprio sul pratone del Seceda. Le elegantissime Odle ci fecero compagnia durante tutta la salita, e quando arrivammo in cima eravamo completamente soli.
Ci tornai anni dopo con mia moglie, questa volta salendo da Ortisei, sempre rigorosamente a piedi. Anche in quell'occasione, silenzio totale. Non c'erano i social, nessuno si faceva selfie, la montagna era ancora… montagna.
Chiudere tutto?
Bisogna trovare delle soluzioni drastiche per preservare questi luoghi. Ho letto di qualcuno che propone, come provocazione, l'istituzione di un nuovo reato: "l'influencer turistico". O del contadino che ha messo un tornello a pagamento sul sentiero verso la famosa vista delle Odle.
Ma la cosa più incredibile è che la società che gestisce la funivia del Seceda ha chiesto un ampliamento dell'impianto per aumentarne la portata. Geniale! Invece di limitare il flusso, amplifichiamo il disastro. La brama di profitto genera sempre nuovi mostri. Ora la provincia dovrà valutare l'impatto ambientale di quest'opera, speriamo che prevalga il buon senso. Anche se in Val Gardena ormai può accadere di tutto, abbiamo anche portato le Lamborghini ai piedi del Sassolungo e attrezzato le cabine dell'impianto che porta al rifugio Comici con stube e arredamento tirolese, inclusa degustazione di un panettone stellato. Che orrore, che pena, poi qualcuno si chiede come mai io non frequenti più quella valle che amavo. E speriamo che i barbari non arrivino a rovinare altri luoghi incantevoli e poco frequentati, che ancora esistono anche nelle Dolomiti.
Se non si può impedire agli influencer di pubblicare foto, forse la soluzione è chiudere quell'impianto, almeno d'estate, Così come tutti gli altri accessi meccanizzati ai luoghi "instagrammabili", non appena diventano tali. In montagna si va a piedi, in silenzio, rispettando il luogo.
A quelle persone lascio l'opzione del centro commerciale: anche lì si possono fare bellissime selfie, si gode il fresco dell'aria condizionata, folla e confusione sono garantite.

